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venerdì, 07 luglio 2006
8/7/2006 Stop Precarietà Ora

Noi, donne e uomini che in questi anni hanno lottato contro il liberismo e la guerra, per un altro mondo possibile, vogliamo impegnarci a suscitare e organizzare un grande movimento contro la precarietà.
La precarietà del lavoro e delle condizioni di vita segna oggi donne e uomini, occupati e disoccupati, nativi e migranti.
Le donne sono le più colpite dai processi di precarizzazione del lavoro, dallo sgretolamento e dalla privatizzazione dei sistemi pubblici di servizio alla persona. La lotta contro la precarietà è parte della lotta per l'autodeterminazione.
La condizione migrante concentra su di sé tutti gli aspetti della vita precaria, per le lavoratrici, per i lavoratori e per le loro famiglie. La lotta per la parità dei diritti per i migranti, per la fine della persecuzione nei loro confronti, per la chiusura dei Cpt, per la fine della schiavitù dovuta al vincolo del permesso di soggiorno legato al posto di lavoro, fanno parte della lotta contro la precarietà e di quella per i diritti universali di cittadinanza.
La lotta contro la precarietà oggi si svolge in tutto il mondo, dalla Francia agli Stati Uniti, al Nord come al Sud, e percorre la società, la cultura, la politica con conflitti sempre più diffusi ed estesi.
In Italia è giunto il momento di rivendicare un cambiamento radicale di tutta la legislazione che in questi anni ha precarizzato il lavoro e la vita sociale. Si devono estendere conflitti e movimenti nella società per conquistare il diritto a condizioni di vita dignitose, per la libertà di decidere per sé e per il proprio avvenire.
Per queste ragioni proponiamo come primi terreni e obiettivi comuni di mobilitazione, i seguenti punti:

  1. L'abrogazione delle tre leggi simbolo della politica per la precarietà del governo delle destre, la Legge 30, la legge Bossi-Fini sui migranti, le leggi Moratti sulla scuola e l'università e di tutte le disposizioni e decreti ad esse collegati.
  2. La fine del regime della precarietà a vita che oggi tocca milioni di lavoratrici e lavoratori. La riscrittura di tutta la legislazione sul lavoro e sull'occupazione, per mettere fine a tutte le forme di precarietà permanente e diffusa, per combattere il lavoro nero e sottopagato, per contrastare la caduta dei salari, la flessibilità selvaggia negli orari, il peggioramento delle condizioni di lavoro. Per questo bisogna mettere in discussione anche la Legge 196 del 1997 e procedere alla riscrittura del Codice Civile. Il lavoro a termine deve tornare ad essere solo un eccezione e dovrà in ogni caso garantire salari e contributi più alti del lavoro a tempo indeterminato.
    Lo sblocco delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e l'assunzione a tempo indeterminato, con contratto di lavoro pubblico, dei precari che lavorano nei servizi pubblici, nelle pubbliche amministrazioni, nella scuola, nella sanità, nelle università e negli enti di ricerca. Senza un lavoro stabile non vi può essere un servizio pubblico adeguato che garantisca a tutti i diritti di cittadinanza.
    Nuove norme contro le imprese pubbliche e private, che si 'smontano' (tramite appalti, trasferimenti di ramo d'azienda, esternalizzazioni) con il solo scopo di ridurre diritti e salari. Occorre affermare il principio di responsabilità della impresa su tutta la filiera del lavoro e riassorbire all'interno delle strutture pubbliche il lavoro esternalizzato che garantisce diritti tutelati dalla Costituzione. Va garantita la centralità del pubblico nel collocamento dei lavoratori.
  3. La redistribuzione delle ricchezza, per aumentare le retribuzioni e per conquistare la garanzia del reddito e della contribuzione pensionistica in ogni periodo della vita, anche attraverso il ripristino di una pensione pubblica adeguata e sufficiente. La lotta contro la precarietà nel lavoro e nella vita delle persone (e, in primo luogo, delle giovani e dei giovani), impone la necessità di estendere e qualificare la tutela dei diritti sociali per tutte e tutti, nativi e migranti - a partire dal diritto alla casa, alla sanità, all'istruzione -, e di introdurre forme universali di garanzia del reddito, sia attraverso trasferimenti monetari che con servizi gratuiti (in particolare scuola, salute, trasporti, cultura).
  4. L'estensione a tutti i lavoratori dei diritti sindacali, del diritto ad essere reintegrati nel posto di lavoro a seguito di licenziamento senza giusta causa, del diritto di sciopero, della diritto alla rappresentanza sindacale. L'estensione dei diritti di democrazia, di decisione e di partecipazione, a tutti gli aspetti e momenti della vita sociale e lavorativa delle persone, a partire da una legge che garantisca una piena e reale democrazia nei luoghi di lavoro.
  5. La messa in discussione delle politiche liberiste a livello europeo. In particolare occorre cancellare la direttiva Bolkestein e quella sugli orari di lavoro e contrastare alla radice ogni tentativo di mercificazione dei beni comuni, di privatizzazione dei servizi pubblici, di concorrenza al ribasso tra aree e paesi sui diritti sociali e del lavoro.

Proponiamo questi punti all'iniziativa, al confronto, alla discussione di tutte le forze sociali, politiche e culturali e ci diamo appuntamento per sabato 8 luglio a Roma, per una grande assemblea che sviluppi e approfondisca i contenuti di una piattaforma di lotta contro la precarietà. Questa assemblea avvierà un percorso di mobilitazione che sfocerà tra la fine di ottobre e i primi di novembre in una grande manifestazione nazionale a Roma.

http://www.stoprecarietaora.org/

Postato da: salgalaluna a 15:13 | link | commenti |
8 luglio

lunedì, 01 maggio 2006
1 maggio 2006: Euromayday

Il primo di maggio, da più di un secolo giorno di lotta per tutti i lavoratori del mondo, noi, il network Euromayday, diamo vita da qualche anno alla MayDay Parade dei giovani precari, intermittenti, interinali, a tempo determinato ecc, insieme con i sindacati di base e i movimenti sociali in 20 metropoli europee.
La MayDay Parade intende manifestare, agire, protestare contro la precarietà, la questione sociale più bruciante in Europa oggi, come dimostrano le gigantesche agitazioni contro la precarietà e il CPE a Parigi e in tutte le città della Francia. La precarietà è la condizione di lavoro e di vita che più si è diffusa tra milioni e milioni di europei.

Chiediamo equità sociale per tutte/i, la fine della precarizzazione del lavoro e di tutte le forme di sfruttamento della precarietà. Esigiamo libertà di movimento per i migranti e sicurezza e garanzia di reddito come risposte possibili e concrete dopo due decenni di netto peggioramento del mercato del lavoro e dei profili professionali.

Lottiamo per il diritto generalizzato alla casa, alla mobilità, alla formazione, al libero scambio e compartecipazione della cultura e dei saperi. Pratichiamo quotidianamente la libertà di espressione e di dissenso, siamo coinvolti negli attuali conflitti sociali e del lavoro, costruiamo nuovi media per smascherare e dissacrare le veline di stato e/o delle grandi corporations.

Lo scorso anno, l'EuroMayDay parade ha visto la partecipazione di più di 200.000 precari/e di ogni tipo e ha portato la gioia e la festa della protesta precaria in una dozzina di capitali europee.
Perché lo abbiamo fatto e lo rifacciamo?

Perché siamo précaires, precari, precari@s: siamo le donne e i giovani disoccupati, siamo i lavoratori intermittenti, studenti, stagisti, migranti, i lavoratori a contratto, i co.co.co e i co.co.pro, siamo i contorsionisti della flessibilità, i sopravvissuti della precarietà, ma siamo presenti in dozzine di collettivi nelle nostre città e
tramite la rete europea intendiamo difendere i nostri diritti
collettivi e sociali e richiederne di nuovi.
Non abbiamo speranza e fiducia in coloro che, alla guida dei governi, dei sindacati, dei partiti politici, delle istituzioni culturali, pretendono di parlare in nostro nome e prendere decisioni sulle nostre teste e sui nostri corpi, proprio quando ignorano le nostre richieste e reprimono le forme e le pratiche di trasformazione e sperimentazione sociale.

Parteciperemo alla MayDay per reclamare le nostre vite e lottare contro il workfare o altre soluzioni autoritarie alla crisi del welfare. Con la nostra voglia e desiderio di lotta e partecipazione, vogliamo gettare le premesse per un nuovo welfare e una società più orizzontale e democratica, dove il lavoro immateriale, di cura, nei servizi, flessibile non sia più devalorizzato e sottoposto allo sfruttamento, al ricatto della precarietà, all'impossibilità di esprimersi e di vivere.

Nessuno vuole essere condannato allo stesso lavoro a vita. Ma nessuno vuole passare tutto il tempo a preoccuparsi di come sbarcare il lunario, quando già sta facendo n lavori contemporaneamente. Vogliamo uguaglianza sociale che ci permetta di scegliere come uomini e donne liberi, senza ricatti e discriminazioni di alcun tipo. Vogliamo recidere il legame tra welfare e occupazione e tra welfare e cittadinanza, come precondizioni per sviluppare politiche democratiche, libertarie ed egualitari nell'era della globalizzazione della guerra.

Per questo e anche per molto altro ancora , vi invitiamo alla Conferenza Stampa dell'EURO MAYDAY 006, venerdì, 14 aprile 2006, a Bruxelles. Attivisti contro la precarietà confluiranno da tutta Europa per raccontare le lotte, i sogni, i progetti, le strategie per combattere la precarietà e modificare questa Europa ingiusta e sicuritaria.

Al termine, sorpresa, sorpresa!!!! Pulcini e conigli di Pasqua
verranno rilasciati dalle gabbie per partecipare ad una grande caccia al tesoro, per liberare la capitale d'Europa dalla terapia liberista imposta alle recalcitranti popolazioni europee dalla Commissione Barroso e della sua politica tutta schierata con multinazionali e mercati finanziari.

Ma com'è che è ancora al suo posto, lui e gli altri del bel mondo, dopo aver perso ben due referendum?

MAYDAY WANTS:
- full+immediate adoption of EU directive on temporary workers
- european birthright of citizenship (ius soli)
- closure of detention centers for immigrants
- european basic income
- european minimum wage
- free upload, free download
- queer rights for all genders
- protection of THC consumers

Postato da: salgalaluna a 02:41 | link | commenti |
1 maggio

martedì, 14 marzo 2006
18 marzo 2006: la pace al primo posto

18 marzo 2006
L’Italia che ripudia la guerra
L’Italia che ripudia lo scontro di civiltà

Il 18 marzo sarà il terzo anniversario dell’inizio della guerra all’Iraq. Sarà una giornata internazionale di mobilitazione, con manifestazioni e iniziative in tutto il mondo.

Nel nostro paese, questa giornata assume una importanza particolare.
Saremo in piena campagna elettorale: crediamo che mettere la pace al primo posto sia cruciale. Siamo convinti sia importante in questo periodo ribadire a chiunque governerà il nostro paese nei prossimi anni che una politica estera alternativa è una priorità e una necessità, convinti come siamo che la pace sia l’unica sicurezza possibile.
Nelle ultime settimane il governo, dopo aver trascinato il paese in una guerra di occupazione, ha anche gettato l’Italia da protagonista nella costruzione dello scontro di civiltà. Se c’è un compito a cui oggi il nostro paese deve assolvere, nella difficile situazione internazionale, è invece opporsi a ogni tentativo di costruire una artificiosa frontiera armata fra  "mondo  islamico”  e  “mondo occidentale". Ripudiare l’intolleranza, qualsiasi forma di razzismo, ogni tentativo di affermare la superiorità della civiltà occidentale, rimettere al centro i diritti di donne e uomini, indipendentemente da appartenenze religiose,  è indispensabile per evitare ulteriori disastri.
Per questo, saremo a Roma il 18 marzo, dopo una settimana di iniziative diffuse in tutta Italia, rispondendo all’appello europeo:
LA PACE AL PRIMO POSTO
giornata internazionale contro la guerra e le occupazioni
 
Tre anni fa, una coalizione guidata dal Governo USA diede avvio alla guerra contro l’Iraq.
Oggi, le ragioni per mobilitarsi contro la guerra sono sempre più evidenti.
Il 18 marzo 2006 manifesteremo in tutta Europa, insieme ai
movimenti statunitensi e globali
per l’immediato e incondizionato ritiro di tutte le truppe straniere dall’Iraq

contro la guerra preventiva, la sua estensione alla Siria, all’Iran e al Medio Oriente;
per una soluzione pacifica della questione kurda

per la fine dell’occupazione israeliana dei territori palestinesi e di Gerusalemme Est,
per l’attuazione di tutte le risoluzioni internazionali, per una pace giusta fra Israele e Palestina,
per la creazione di uno stato palestinese indipendente

per il disarmo, la riduzione delle spese militari, l’eliminazione delle basi militari straniere e delle armi di distruzione di massa

per politiche estere alternative, che rifiutino le logiche neoliberiste e costruiscano relazioni
eque fra i popoli

per il rispetto dei diritti umani, la difesa delle libertà democratiche e civili contro la repressione, la fine delle torture, delle detenzioni illegali, delle prigioni segrete
per la libera circolazione dei migranti
Facciamo appello ai cittadini e alle cittadine, ai gruppi alle organizzazioni e ai movimenti a dare il proprio contributo alla giornata del 18 marzo, che si svolgerà con le seguenti caratteristiche:

 

ore 10.30, Palazzo Valentini, Sala Di Liegro

via IV Novembre 119/A

 

Incontro pubblico

 

con familiari di soldati inviati sui fronti di guerra

e soldati che si oppongono alle guerre in corso

 

 

Saranno presenti:  Lou Plammer (statunitense, rappresentante di
Military Family Speak Out),

Jeremy Nickel (statunitense, rappresentante di Iraqi Veterans Against the War),

George Solomou (inglese, rappresentante di Military Family against the War),

Yonathan Shapira (israeliano, refusnik ),

una madre rappresentante dell’associazione russa dei famigliari contro la guerra in Cecenia, Salvatore Pilloni (padre di un soldato italiano ammalato di leucemia),

un militare italiano di ritorno da Nassirya,

Ory Yossur e Raed Al-Haddar (israeliano e palestinese associazione Combattenti per la Pace), Philp Rushton (autore del libro ‘Riportiamoli a Casa’),

Don Luigi Ciotti (presidente di Libera),

Falco Accame (presidente dell’Associazione nazionale dei familiari delle vittime

delle Forze armate)

Saluto del Presidente della Provincia di Roma
 Enrico Gasbarra

 

ore 14,30

CORTEO

DA PIAZZA ESEDRA A PIAZZA NAVONA

 

 

In Piazza Navona  interverranno tra gli altri Giuliana Sgrena, giornalista de il manifesto, Sigfrido Ranucci, giornalista di Rai News 24, i familiari di soldati inviati sui fronti  di guerra e soldati che si oppongono alle guerre in corso.

 

 

ore 18,30, Teatro Eliseo

Via Nazionale 183

Video e concerto dal vivo

 

Proiezione del documentario sulla scuola di musica Al Kamandjati per bambini palestinesi

Concerto di Dal’Ouna, orchestra di solidarietà internazionale

diretta da Ramzi Abureduan, originario di un campo profughi di Ramallah


Chiediamo a tutti e tutte di portare con sé una bandiera della pace. Daremo vita come sempre a una manifestazione plurale, dove saranno rappresentate le diverse articolazioni del movimenti contro la guerra e per la pace, che però convergono sui contenuti espressi nell’appello promosso dal
Forum Sociale Europeo.
A coloro che in questo paese credono giusto esaltare le stragi o l’intolleranza  diciamo che consideriamo questa esaltazione incompatibile con le nostre iniziative, che al contrario vogliono mettere al centro il valore della pace, dei diritti, della giustizia e della convivenza.
http://www.18marzo.unmondodiverso.it/
Il Comitato Organizzatore del 18 marzo
 


 





All’indirizzo e-mail adesioni18marzo@unmondodiverso.it

si raccolgono le adesioni individuali, collettive e motivate alla giornata del 18 marzo.

Alla stesso indirizzo e-mail vanno inviate anche le comunicazioni delle iniziative collegate alla giornata

Postato da: salgalaluna a 12:11 | link | commenti |
no war, 18 marzo

venerdì, 03 marzo 2006
11 marzo Street Parade Nazionale antiproibizionista

NE' TOSSICI NE' CRIMINALI!!!



 L'ultimo atto si è compiuto.
 Con una fraudolenza e un'arroganza senza pari il moribondo governo  Berlusconi ha varato la più proibizionista legge sulle droghe di cui  si abbia memoria in questo paese.
 Disattendendo gli orientamenti politici prevalenti in tutta Europa, le  indicazioni di operatori e scienziati, il buon senso e la più pallida
 idea della libertà si apprestano a consegnare decine di migliaia di  più o meno giovani consumatori al dramma della persecuzione e della
 carcerazione di massa.
 Ricordiamo i tratti salienti del ddl Fini: pene da 6 a 20 anni per la  detenzione di qualunque sostanza compresa la cannabis, equiparazione 
 tra droghe leggere e pesanti e di fatto, tra spaccio e consumo,  agevolazione delle comunità di recupero private a scapito del servizio
 pubblico.

 Non possiamo tollerare l'idea di migliaia di donne e uomini  criminalizzat@ per la semplice detenzione e il consumo di sostanze (si
 stima che circa un quarto della popolazione tra 15 e 44 anni ne abbia  fatto o ne faccia uso).
 Già ora più del 40% della popolazione detenuta è tale per reati  connessi alle droghe, con un sovraffollamento crescente di tutte le
 carceri italiane.
 Ma evidentemente non basta! Ci propongono due sole "vie d'uscita": il  carcere o la comunità, supponendoci evidentemente malati o criminali.

 Noi di mdma vogliamo dirlo chiaro e forte; questa storia non ci piace!  Siamo donne e uomini, giovani e adulti, abbiamo figli, responsabilità
 e, se siamo fortunat@, lavoriamo... facciamo la nostra vita e... SIAMO CONSUMATORI, coltivatori e consumatori consapevoli (finalmente il
 giusto co.co.co.!!) e non ci sentiamo, nè permetteremo a nessuno di  categorizzarci come tossicodipendenti o come criminali.
 A volte siamo sia malati che consumatori perchè qualcuna delle  sostanze che cercano di  proibire può avere anche usi terapeutici: la
 medicina ufficiale da anni impiega il thc (principio attivo della  cannabis) per la cura di moltissime patologie.
 Non riconosciamo allo stato la possibilità di sancire la liceità delle  nostre scelte, nè tanto meno di farlo attraverso la repressione e la
 carcerazione di massa.

 Lo diciamo da anni e lo ripetiamo ancora più forte...

 GIUSTO O SBAGLIATO NON PUO' ESSERE REATO

 m.d.m.a. roma
 movimento di massa antiproibizionista

 ROMA 11 MARZO 2006
 STREET PARADE NAZIONALE DEL MOVIMENTO DI MASSA ANTIPROIBIZIONISTA
 Il proibizionismo è sulle tue tracce... muoviti veloce!

Mandiamo in fumo la Legge Fini

-----

Il Cartello ConfiniZero partecipa alla giornata indetta dai movimenti contro la Legge Fini sulle droghe, una legge repressiva ed ideologica che non distingue tra sostanze leggere e pesanti, tra chi spaccia e chi consuma, e che delegittima il ruolo del servizio pubblico a favore delle comunità coercitive.

Il cartello ritiene che si debba andare il più rapidamente possibile all’abrogazione di questa normativa: tale abrogazione deve prevedere la fine di ogni  persecuzione contro i consumatori di sostanze e la depenalizzazione di tutte le condotte legate al consumo, anche a fini terapeutici.

http://www.confinizero.it/

Postato da: salgalaluna a 01:12 | link | commenti (1) |
antiproibizionismo, 11 marzo

domenica, 08 gennaio 2006
14 gennaio Milano e Roma - Usciamo dal silenzio - Tutti in Pacs

M A N I F E S T A Z I O N E
N A Z I O N A L E
Milano 14 Gennaio 2006

Ore 14 corteo da P.zza Duca D'Aosta (Stazione Centrale) a Piazza del Duomo.

  PER la LIBERTA' FEMMINILE, ORIGINE di TUTTE le LIBERTA' e MISURA della DEMOCRAZIA
  PER la DIFESA della LEGGE 194 e della LAICITA' dello STATO, CONTRO l'INTIMIDAZIONE e la COLPEVOLIZZAZIONE delle DONNE.

Volantino per la manifestazione nazionale di Milano: LA LIBERTA’ FEMMINILE ALL'ORIGINE DELLA VITA
clicca qui per scaricare il volantino [Formato PDF]

Indicazioni organizzative:
  • Il corteo parte da piazza Duca D’Aosta e raggiunge piazza DUOMO attraverso piazza Repubblica, via Turati e via Manzoni.
  • Piazza Duca D’Aosta è il piazzale antistante la Stazione Centrale di Milano.
  • La Stazione Centrale di Milano è raggiungibile con la metropolitana Linea 2 (VERDE) e Linea 3 (GIALLA ).
  • TUTTE LE STAZIONI FERROVIARIE SONO COLLEGATE CON LA METROPOLITANA Linea 2 (VERDE)
  • Piazza del DUOMO è servita dalla Linea 1 (ROSSA) e dalla Linea 3 (GIALLA)
  • I PARCHEGGI CONSIGLIATI PER CHI ARRIVA CON I PULLMAN SONO NEI PIAZZALI DELLE METROPOLITANE:
    da NORD: uscita viale Certosa – proseguire sino al parcheggio della metropolitana Stazione LAMPUGNANO – Linea 1 (ROSSA)
    da NORD-OVEST: tangenziale Ovest uscita Cusago/Milano, proseguire per via Parri fino al parcheggio della metropolitana Stazione BISCEGLIE – Linea 1 (ROSSA)
    da NORD-EST:tangenziale Est – uscita Gobba proseguire fino al parcheggio della metropolitana Stazione GOBBA – Linea 2 (VERDE)
    da SUD – via Emilia: uscita S. Donato fino al parcheggio della metropolitana Stazione S. DONATO MILANESE – Linea 3 (GIALLA)
    da SUD - Liguria: uscita autostrada, proseguire per centro città fino al parcheggio della metropolitana Stazione FAMAGOSTA – Linea 2 (VERDE)

    Comunicato congiunto: IL 14 GENNAIO: 2 PIAZZE PER LE LIBERTA´
    Le donne e gli uomini che hanno promosso le due manifestazioni nazionali del 14 gennaio, "TUTTI IN PACS" che si terrà a Roma in piazza Farnese dalle 14,30 e "USCIAMO DAL SILENZIO" che si terrà a Milano dalle 14.00, da Piazza Duca d´Aosta a Piazza del Duomo, stanno lavorando affinché le due piazze , che condividono temi importanti come la libertà e la responsabilità di donne e uomini sul terreno della sessualità, della procreazione e delle relazioni, possano dialogare e segnare un significativo momento di mobilitazione comune tra il movimento delle donne, quello gay, lesbico, bisessuale e transessuale e chiunque abbia a cuore le libertà civili.
    Tale legame profondo sarà reso esplicito attraverso la presenza di delegazioni che interverranno ad entrambe le manifestazioni e alle conferenze stampa di presentazione.
    L´utilizzo di segnali distintivi comuni sottolineerà il ponte ideale che c´è tra le due piazze.


    TUTTI IN PACS
    usciamodalsilenzio

    APPELLO
    CI SIAMO RITROVATE, IN TANTE, IL 29 NOVEMBRE A MILANO ALL'ASSEMBLEA "USCIAMO DAL SILENZIO".
    LIBERTA' DELLE DONNE, PREMESSA E COMPAGNA DELLA LIBERTA' DI TUTTI, AUTODETERMINAZIONE, DIFESA DELLA 194 E TANTO ALTRO SONO LE RAGIONI CHE CI HANNO PORTATE A PROPORRE UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE.
    VOGLIAMO, CON QUESTO APPELLO, PROVARE A LANCIARE LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER IL 14 GENNAIO A MILANO.
    Clicca qui per firmare l'appello di adesione alla manifestazione del 14 Gennaio
    la firma non appare in automatico nell'elenco delle adesioni. Vi preghiamo di non aderire più di una volta
    Auto-organizziamoci per la riuscita della manifestazione!
    Informazioni e suggerimenti...

    Postato da: salgalaluna a 04:26 | link | commenti |
    diritti, pacs, 14 gennaio

    mercoledì, 14 dicembre 2005
    17 dicembre - giornata no tav

    Comunicato stampa

    Oggetto: convocazione manifestazione no tav del 17 dicembre

    L’assemblea del popolo no tav riunitasi a Bussoleno il 12 dicembre 2005 alle ore 18 all’unanimità ha indetto una giornata di lotta che comincerà alle ore 14 con il concentramento alla stazione di porta susa da cui partirà alle ore 15 il corteo in direzione del parco della Pellerina, dove è previsto uno happening no tav con diverse figure dello spettacolo.
    Determinati e pacifici porteremo a Torino le ragioni del no tav.

    Il movimento no tav

    Postato da: salgalaluna a 01:07 | link | commenti |
    notav, 17 dicembre

    lunedì, 05 dicembre 2005
    3 dicembre - Corteo dei migranti

    Postato da: salgalaluna a 01:01 | link | commenti |
    migranti, 3 dicembre

    sabato, 29 ottobre 2005
    5 novembre - Carovita Day

    CONTRO IL CARO VITA CONTRO LA PRECARIETA' REDDITO PER TUTTE/I
    27 ottobre 2005 - Comunicato Coordinamento "Comitati per la Quarta Settimana"
    Sabato 5 Novembre
    CAROVITA DAY
    L’Euro ha raddoppiato i prezzi,
    noi apriamo la vertenza "riduzione prezzi del 50%"
    L'ascesa vertiginosa del carovita pone la popolazione meno abbiente, che ormai annovera settori sempre più ampi di lavoratori dipendenti, in una condizione di disagio crescente, di prostrazione ed indigenza.
    All'aumento progressivo dei prezzi dei generi di prima necessità , ha corrisposto quello delle tariffe acqua-luce-gas, dei carburanti-assicurazioni-autostrade, dei trasporti, dell'affitto di casa, per non parlare dei costi della scuola,dell'assistenza, della salute, della cultura.
    Il Governo Berlusconi e gran parte delle Amministrazioni Locali hanno lasciato correre anzi ci hanno lucrato sopra : vedi i ricavi dalle "accise sui carburanti", l’IVA sulle imposte di consumo e le addizionali regionali sulle bollette del gas, l'ICI e le altre gabelle locali, l'aumento del gravame fiscale sui redditi da lavoro e pensioni.
    Da almeno 3 anni si assiste ad un generale impoverimento, tanto che la cittadinanza attiva ha ridotto i consumi alimentari e tagliato le spese per l’abbigliamento, la cultura, il tempo libero e ridotto il tempo dedicato alle vacanze. Il risparmio si è prosciugato a fronte del progressivo indebitamento e si sono moltiplicati i pignoramenti e le liti per morosità. Dall'avvio dell'euro nel 2002 i prezzi delle merci sono in media raddoppiati, mentre i salari al netto dell'inflazione sono aumentati solo dell'8% e al contempo è triplicata la precarietà reddituale; le pensioni sono rimaste ferme al palo e oltre il 50% di quelle sociali sono ancora a 400euro/mese!
    Dentro un sistema economico-produttivo declinante e stagnante per quanto attiene i consumi, assistiamo al dissesto dei bilanci familiari e al crack del potere di acquisto dei cittadini: ormai non c'è mezzo di informazione che non denunci l'impossibilità, con così pochi mezzi, di giungere alla fine del mese. La crisi della " quarta settimana " è divenuta una cruda realtà, tanto diffusa che, sia le catene dei supermercati, sia gli altri negozianti, di fronte al calo delle vendite sono corsi ai ripari concedendo alla clientela di pagare dilazionato e/o a rate !
    Per reagire a questa catastrofe annunciata, per riuscire a riguadagnare il potere d'acquisto sia in termini di recupero del reddito che di riduzione dei prezzi, i comitati dei cittadini, le associazioni dei consumatori, i sindacati di base, le organizzazioni degli agricoltori autoconvocati, hanno dato vita al " Coordinamento dei Comitati per la quarta settimana " che si propone fin dal prossimo 5 novembre di chiamare alla mobilitazione la cittadinanza per aprire la vertenza contro il carovita al fine di raggiungere lo sconto del 50% su un paniere di generi alimentari di prima necessità.
    All' appello del " carovita day" del l5 novembre, hanno già risposto le realtà sociali che in 20 capoluoghi di provincia daranno vita ad articolate iniziative di protesta per riconquistare il potere di acquisto della quarta settimana.
    Tel. 06/6879849-06/762821-06/70452452-02/6425293 Fax 06/6819175 email: serena.malta@libero.it

    Postato da: salgalaluna a 19:18 | link | commenti |
    5 novembre, carovita day

    29 ottobre Manifestazione per la casa

    A chi occupa case e fa picchetti antisfratto; a tutt@ quell@ che non riescono a pagare l'affitto; a chi non riesce, non può, non vuole pagare un mutuo; a chi, italiano o migrante, la casa non ce l’ha; a chi occupa per rivendicare i propri diritti; a chi è cartolarizzato/a; a tutti i precari e le precarie con un sogno nel cassetto e una vita da costruire... QUESTA E' LA NOSTRA GIORNATA!

    A chi occupa case e fa picchetti antisfratto; a tutt@ quell@ che non riescono a
    pagare l'affitto; a chi non riesce, non può, non vuole pagare un mutuo; a chi,
    italiano o migrante, la casa non ce l’ha; a chi occupa per rivendicare i
    propri diritti; a chi è cartolarizzato/a;
    a tutti i precari e le precarie con un sogno nel cassetto e una vita da
    costruire...

    QUESTA E' LA NOSTRA GIORNATA!

    Sabato 29 Ottobre ci sarà a Roma la manifestazione nazionale per il diritto
    all'abitare, un momento centrale per chi in questi anni non ha mai smesso di
    lottare contro la precarietà e salari inadeguati per reclamare i propri
    diritti, occupando le case sfitte e vuote nelle città, opponendosi sempre e con
    forza alle speculazioni e alle lobbies edilizie e finanziarie che devastano e
    privatizzano le nostre metropoli e i nostri territori, cercando di opporci al
    dramma delle migliaia di sfratti esecutivi, anche attraverso la
    riappropriazione diretta di un nostro bisogno: LA CASA.
    Con la fine dell’equo canone nel ’92 e la chiusura dei fondi Gescal che
    assicuravano un’entrata per la costruzione di Edilizia Residenziale Pubblica,
    con la legge 431 del 1998 e in ultimo con le cartolarizzazioni del patrimonio
    degli Enti e non solo, il diritto alla casa è stato progressivamente
    smantellato a favore del mercato, delle grandi Banche e delle corporation, in
    linea con il piano più generale di annullamento di ogni forma di stato sociale.
    Il risultato quindi, all’interno di una più generale crisi del mercato
    finanziario e dell’economia in cui la guerra è il paradigma di gestione dei
    rapporti umani e sociali, è stato quello di favorire processi di forte
    speculazione anche sul “bene casa”, mentre le nostre città, e i nostri
    territori si stanno trasformando sempre di più in centri commerciali e in nuovi
    distretti produttivi, a scapito della vivibilità e dell’ambiente in cui
    quotidianamente viviamo.
    Così il canone concordato (sponsorizzato con forza dai sindacati degli
    inquilini, che ne hanno fatto, tra l’altro, una fonte di forti guadagni), il
    canone libero (i cui effetti di rincaro sugli affitti sono a tutti noti) e il
    contributo all’affitto (milioni di euro pubblici, regalati ai privati), la
    svendita del patrimonio pubblico, insieme all’assenza totale di ERP e quindi al
    blocco endemico delle assegnazioni di Case Popolari, si sono quindi sommati alla
    nota crisi economica, all’avanzare della mobilità e della precarietà e
    all’emergere di nuovi figure sociali (soprattutto migranti), rendendo di fatto
    il tema dell’abitare nuovamente fonte di un forte conflitto sociale
    generalizzato.
    Negli ultimi dieci anni i governi, di centro sinistra e di centro destra senza
    esclusioni, hanno progressivamente distrutto ogni garanzia sociale.
    Da un lato infatti la tendenza mondiale alla mobilità e alla flessibilità
    richiesta dal modello postfordista ha trasformato definitivamente il mondo del
    lavoro, in Italia il pacchetto Treu e poi la legge 30, hanno costretto tutt@
    noi, giovani e meno giovani, a fare i conti con una precarietà lavorativa priva
    di qualsiasi garanzia e diritto.
    La trasformazione del modello produttivo, in Italia più ancora che in altri
    paesi europei, pesa infatti tutta sulle nostre spalle, mentre i diritti sul
    lavoro e le forme di wellfare, già molto scarsi e comunque poco incisivi sui
    meccanismi reali, sono ormai obsoleti e inefficaci.
    Parallelamente nella fortezza europa, da un lato viene stilata la Carta di Nizza
    (2000) che enuncia il diritto all’abitare come un diritto inalienabile,
    dall’altro assistiamo alla privatizzazione di tutti i beni comuni, come
    l’acqua, il gas, i servizi di telefonia, i trasporti pubblici, la sanità,
    l’istruzione, attraverso l’ultima direttiva Bolkenstein ad esempio, e la loro
    riduzione a prodotto economico ordinario. Il paradigma dell’accesso, che
    trasforma definitivamente il servizio pubblico in mercato, è già realtà e ci
    rende schiavi e vittime di una precarietà che, oltre il lavoro, investe tutti i
    lati della nostra vita.
    È per impedire tutto questo che quotidianamente ci siamo messi in movimento, per
    costruire dal basso attraverso la cooperazione sociale un dissenso in grado di
    proporre un’alternativa e trasformare lo stato di cose presenti.
    Per questo al corteo del 29 ottobre vogliamo costruire una zona di corteo dove
    tutti i nostri bisogni e i nostri desideri possano incontrarsi, riconoscersi e
    muoversi insieme…

    ! reclamando una casa e un reddito per tutt@ !

    Questa zona ci corteo sarà di chi pensa che le attuali politiche sull'abitare
    siano inadeguate, fallimentari ed inaccettabili.
    Questa zona di corteo sarà di chi vuole abitare in una casa pubblica, perchè
    pensa e crede che solo con il patrimonio pubblico e con una politica di
    costruzioni sostenibile ci si possa opporre alla libera mercificazione del
    diritto all'abitare e della nostra vita.
    Questa zona di corteo sarà di chi vuole vedere interrotta immediatamente la
    svendita di patrimonio pubblico attraverso le cartolarizzazioni, che consegnano
    case costruite con i nostri soldi a banche italiane, europee e mondiali, le
    stesse che appoggiano e finanziano la guerra.
    Questa zona ci corteo sarà di chi crede che la legge 431/98 votata all’unanimità
    da tutto il Parlamento e che ha liberalizzato il mercato degli affitti vada
    eliminata subito!
    Questa zona di corteo sarà per tutti gli sfrattati, i lavoratori, i precari, gli
    sfruttati che ritengono necessario e non più rinviabile un processo di
    autorganizzazione, per chi crede che solo attraverso la lotta autorganizzata
    sia possibile imporre i propri bisogni e realizzare i propri desideri.
    Questa zona di corteo sarà di tutti gli studenti e le studentesse a cui è negato
    il diritto a uno studentato e che pagano affitti da capogiro, accentando spesso
    il ricatto di un lavoro al nero, o con un contratto di merda..
    Questa zona di corteo sarà di chi non vuole consegnare i nostri territori al
    saccheggio ed alla devastazione delle banche e dei palazzinari, in nome di una
    privatizzazione selvaggia che porta ad una guerra per la sopravvivenza tra chi
    in quei territori, abita, lavora, vive, sogna...

    Insomma noi precari e precarie italiani/e e migranti, noi lavoratori e
    lavoratrici con redditi di merda, intermittenti e insufficienti, noi
    disoccupate/i, uomini e donne saremo in strada per dire che una casa è il
    minimo che ci spetta, ma che non ci accontentiamo…
    Vogliamo vedere garantito il diritto all’abitare attraverso tariffazioni sociali
    su beni comuni come acqua, luce, gas, telefono ed internet. Vogliamo che la
    ricchezza che ogni giorno produciamo con il nostro lavoro, con la cooperazione
    sociale frutto delle nostre intelligenze, della nostra creatività e delle
    nostre diversità, insomma con la nostra vita, venga ridistribuita tra tutti/e,
    attraverso un reddito sganciato dalla prestazione lavorativa, che sia fatto di
    soldi, di casa e di servizi.

    Questa zona di corteo sarà di tutti quei movimenti di lotta per la casa, di
    lotta alla precarietà e per un reddito, di tutti quei collettivi di precari o
    precarie e di studenti e studentesse, di tutte le lavoratrici e i lavoratori
    che si organizzano e lottano nei propri posti di lavoro, di tutti quell@ che
    sono esausti di aspettare che la libertà cada dal cielo e vogliono costruire
    percorsi autorganizzati, che immaginano un radicale cambiamento dell’esistente,
    senza delegare la loro voce a nessuno.




    Ma non basta scendere in piazza, dobbiamo sapere organizzare la rabbia e la
    lotta, per connettere su tutto il territorio nazionale quei movimenti che si
    muovono sui temi del diritto all’abitare e per immaginare e praticare un
    percorso più generale che ponga al centro la trasformazione delle nostre vite,
    contro chi ci vuole precari, flessibili, piegati e disponibili al mercato
    globale e ai processi di privatizzazione.
    Per questo pensiamo che vada organizzata un'assemblea nazionale che, sulla
    parola d’ordine del diritto all’abitare, sappia costruire una piattaforma
    nazionale, che sia parte di un processo più largo di lotta alla precarietà per
    un reddito per tutti/e, e che metta al centro:

    -il rilancio dell’edilizia pubblica (prevedendo nuovi limiti di accesso, nuovi
    criteri di assegnazione che tengano conto della nuova composizione sociale);
    -blocco degli effetti nefasti prodotti dalla 431/98;
    -rilancio di progetti di recupero e autorecupero socio-abitativo di tutte le aree
    dismesse;
    -acquisizione immediata di nuovo patrimonio per le emergenze abitative;
    -tariffazioni sociali sui beni necessari come acqua, luce, gas, telefonia ed
    internet.


    SABATO 29 OTTOBRE H 15 ROMA
    CORTEO NAZIONALE SUL DIRITTO ALL'ABITARE

    DOMENICA 30 OTTOBRE ORE 10.30 ROMA
    ASSEMBLEA NAZIONALE
    SUL DIRITTO ALL’ABITARE.

    L'ASSEMBLEA SI SVOLGERA':
    VIA DOMENICO DE DOMINICIS N. 6 (CASALBERTONE) ROMA.

    ! casa e reddito per tutte/i !

    Come raggiungerla:
    Metro Tiburtina poi BUS 409 oppure 545 di fronte casa dello studente.

    COORDINAMENTO CITTADINO DI LOTTA X LA CASA-ROMA
    ACROBAX PROJECT-ROMA
    VITTORIO OKKUPATO-OSTIA
    CSOA EX-KARCERE-PALERMO
    COMITATO DI LOTTA PER LA CASA 12 LUGLIO-PALERMO
    AREA ANTAGONISTA CAMPANA
    MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA FIRENZE

    Postato da: salgalaluna a 18:33 | link | commenti |
    casa, 29 ottobre

    giovedì, 22 settembre 2005
    15 OTTOBRE 2005 : GIORNATA DI MOBILITAZIONE EUROPEA



    15 OTTOBRE 2005 : GIORNATA DI MOBILITAZIONE EUROPEA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA P.della Repubblica ore 15 PER LA DIFESA DEI DIRITTI SOCIALI E DEL LAVORO, PER I BENI COMUNI E I SERVIZI PUBBLICI, CONTRO LA DIRETTIVA BOLKESTEIN E GLI ACCORDI DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL COMMERCIO

    Acqua, aria, energia, territorio, ambiente sono beni comuni naturali necessari alla sopravvivenza delle persone e alla stessa vita sulla Terra. Non possono divenire merci al servizio dei profitti delle multinazionali. Casa, istruzione, salute, previdenza, trasporti, formazione, conoscenza e cultura sono beni comuni sociali, di cui i servizi pubblici rappresentano la garanzia di universalità. Non possono essere privatizzati e gestiti con logiche di profitto. Trent’anni di pensiero unico liberista hanno trasformato i beni comuni ed i servizi pubblici in beni economici e i diritti universali in merci da comprare. Vogliono un orizzonte in cui ciascun individuo si trovi solo e proiettato sul mercato del lavoro in diretta competizione con tutti gli altri. Vogliono far scomparire ogni spazio pubblico e con esso i diritti sociali, del lavoro e di cittadinanza. Oggi più che mai, diritti del lavoro, beni comuni e servizi pubblici sono sotto attacco: a) a livello globale, attraverso i negoziati dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, che spingono verso la completa liberalizzazione dei servizi (Gats) e verso la totale deregolamentazione del lavoro (Nama), consolidando il dominio dei paesi ricchi sul sud del mondo. Decisivi sotto questo aspetto saranno i prossimi appuntamenti di metà ottobre a Ginevra e di metà dicembre ad Honk Kong; b) a livello europeo, attraverso la direttiva Bolkestein che si prefigge la privatizzazione di tutte le attività di servizio, la deregolamentazione e la completa precarizzazione delle prestazioni di lavoro attraverso il principio del paese d’origine, l’azzeramento dei poteri decisionali degli Enti Locali. Il voto del Parlamento Europeo sulla direttiva è previsto per fine ottobre; c) a livello nazionale e locale, con l’avanzamento dei processi di privatizzazione e il deterioramento dei servizi pubblici, privati di risorse finanziarie e di personale, mentre aumentano senza soluzione di continuità le spese militari e di guerra. E’ ora di cambiare. E’ ora di dire basta a questa continua sottrazione di diritti sociali e di cittadinanza. E’ ora di dire basta alla precarizzazione del lavoro e della vita. Per questo aderiamo alla giornata europea di mobilitazione promossa dalle reti di movimento e sindacali del FSE. Invitiamo a promuovere da subito in tutti i territori iniziative di sensibilizzazione e di mobilitazione. A tutte e tutti diamo appuntamento per una grande MANIFESTAZIONE NAZIONALE sabato 15 ottobre a Roma. Per la difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici, per la difesa dei diritti sociali e del lavoro. Per il ritiro della direttiva Bolkestein. Per il ritiro degli accordi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Per fermare le politiche di privatizzazione e ridurre drasticamente le spese militari. Per un nuovo concetto di pubblico partecipato, che rilanci il ruolo del pubblico e la partecipazione democratica dei cittadini. Durante la mattina del 15 (ore9-13), presso la Sala Giulio Cesare in Campidoglio, si terrà un Convegno Nazionale degli Enti Locali contro la Bolkestein e il Gats, promosso dagli Assessorati al Bilancio e alla Cultura della Regione Lazio, dalla Presidenza del Consiglio della Provincia di Roma e dall’Assessorato alle Politiche per le Periferie, lo Sviluppo Locale e il Lavoro del Comune di Roma. Al termine del Convegno, i rappresentanti degli Enti Locali partecipanti si uniranno alla manifestazione.

    Campagna Nazionale “Stop Bolkestein! Stop Gats” - Arci – Attac Italia – Abruzzo Social Forum - Carta – CNS Ecologia Politica - Confederazione Cobas – Crbm – Failms centro sud - Filcem Cgil – Fiom Cgil – Flc Cgil – Forum Ambientalista – Forum per la democrazia costituzionale europea – Fp Cgil - Giovani comunisti/e – Giuristi Democratici Roma – Il Battito del mondo - Il Manifesto – Legambiente – Liberazione – Lunaria – Marcia mondiale delle donne - Prc – Punto Rosso Forum Mondiale delle Alternative - Giampiero Rasimelli (portavoce Forum Terzo Settore) – Rete dei Forum e dei movimenti toscani – Rete 28 aprile della Cgil -Rete Verso il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua - Rivista Erre - S.in Cobas – Sult – Verdi – Silvio Gambino (università della Calabria) – Roberto Musacchio (europarlamentare Gue) – Vittorio Agnoletto (europarlamentare Gue) – Francesco Martone (senatore indipendente Prc) adesioni : info@stopbolkestein.it info : www.stopbolkestein.it

    Postato da: salgalaluna a 01:12 | link | commenti |
    15 ottobre, altraeconomia



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